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lunedì, febbraio 28, 2005
Let me holla' at the d.j. Come on d.j. put that record on the replay Don't you see how them bitches move they bootay Everytime you play this record, smell like coochie Follow dem',Screamin' like a groupay Misdemeanor move my nookie like a hoochay For them hatas fuck whatever you say Because you know I'm too cool for you anyway I'm just a bad bitch M-I-S,Miss I'm gonna' keep talkin' shit till you get this I'm gonna' bust up in the club wit' no guest list Them otha' artist, I keep em' all restless I don't french kiss unless it's 50 cent Vivica,we can share him like the president Tabloids,I don't care,it's irrelevant,I'm heaven sent Now watch how I do this shit
I'm really,really hot Everytime my records drop Radio says I won't stop Cus' I'm killin' em'
You don't know whatcha' talkin' bout You would think I was Sug when I come out My album hit hard when I roll out Yall records make a bitch wanna' throw em out And that's no doubt See I rock bells Fly as hell and cool as ? Baby can't ya' tell I lick my lips like I'm L.L. And I'm doin' it,and doin' it,and doin' it well Straight to the hotel I'm cellabut so,boy,you gets no tell Kiss,kiss and still you gets nowhere Just two blue balls down in yo' underwear I play unfair I'm a hot gal Hot cars and stars and strip bars And ain't hot if I'm not there I'm a true playa' You can find me up in any record store Hurry up and get chere
Look,let me move to the left Go head,let me fell myself Touch my chest my sweat Show that d.j. how I shake my breast Jiggle,jiggle,jangle Watch how my gludius dangle I do a 1-2 step,STOP No,I ain't done yet Everybody in the club,go to work Tight jeans,crop shirts,short skirts I'm gonna' rock to the beat till' it hurt I'm gonna' drop it on the streest Yeah ya' heard Hatas' I flip the bird Got guns,so what,I ain't scurred I came to boogie and swerve I ain't lyin' folk that's my word
Really-ly-ly-ly-ly-ly-ly-ly-hot-hot-hot-hot-hot Really-ly-ly-ly-ly-ly-ly-ly-hot-hot-hot-hot-hot
venerdì, febbraio 25, 2005
COSA ESCE DAL MIX DI:   
L'ABITO PIU' STRAFICO DI MISS WINTER!!! dOMENICA 27 fEBBRAIO CASSERO (bO)
lunedì, febbraio 21, 2005
Quale settimana di delirio febbrile ho passato. Sto meglio. Grazie. Il mio ramadan di disintossicazione sta per finire. Si deve festeggiare l'esame di Rebis. Devo festeggiare la conclusione del mio atto psicomagico. Devo sfogare. La dolce scontrosa deve cominciare a sorridere di più. 
sabato, febbraio 12, 2005
Ok Tyrone, con la Stefy ha funzionato, mi pare, per cui ho seguito il tuo consiglio e fatto il mio atto psicomagico. Ore 21.30 circa: telefono a Latavia e Brenda e dico loro che sono due stronze (risparmiando una telefonata, visto che erano nella stessa stanza). Il mal di gola aumenta. Vado al computer. Ore 00.48: smetto di lavorare al film di nozze e mi guardo un film, stranamente una commedia. "Nine to five" con una strepitosa Dolly Parton. Il mal di gola non accenna a diminuire. Ore 02.20 circa: il film finisce e spengo il computer. Mi alzo a controllare la caldaia (ma quando mai l'ho fatto!). Mi accorgo che la pressione è un po' altina e comincio a svuotare i caloriferi. Ore 02.25: mi ricordo di non aver sentito la canzone per la sfilata e riaccendo il computer con uno sforzo inimmaginabile. Ascolto la canzone in loop e non mi incazzo nemmeno per il fatto di aver sbagliato versione. Ore 02.48: mi spoglio completamente (cominciamo l'eliminazione dai vestiti) e mi metto a letto dal lato opposto al mio. Metto la sveglia per le 8,00. Il cuscino è scomodo, il materasso pure. Mi rigiro nel letto senza riuscire a prendere sonno. Ore 02.57: mi alzo a prendere le mie medicine per la gola. Altro passo faticosissimo dato che ero già a letto. Ore 03.06: torno a letto e sposto la sveglia alle 08,30. Aspetto circa mezz'ora prima di addormentarmi. Ore 08,30: la sveglia suona e, raccogliendo tutte le mie forze, decido che è tempo di alzarmi. Invece mi rimetto a dormire per mezz'ora. Ore 09,00: mi alzo, mi preparo un thè, mi faccio una doccia e vado a fare la spesa. Non mi ricordavo più quanto è bella la luce del mattino, con la foschia lieve e un freddo che si sta riscaldando piano. Ore 11.16: una signora anziana fa finta di niente e mi passa davanti alla cassa della coop. In un altro momento, vista la fila interminabile, avrei sbraitato come un'ossessa. Ho lasciato passare. Ore 11.30: il mal di gola è passato. Evviva. Dopo un mese. Ho la febbre alta e le farmacie sono chiuse. Niente tachipirina. Sono imbottita di echinacea, erisimo, oli essenziali di timo, eucalipto e issopo, succo di limone e miele, propoli. Sto lavorando. Quando stacco qui devo cominciare a lavorare al fino alle 6,00 di domani mattina. Ore 13,28: il naso cola ma mi sento un pochino meglio. Ho fatto tutto l'opposto di quello che avrei fatto di solito. Mi hai detto, Tyrone, che a fine giornata (ovvero alle 6,00 di domani) devo farmi un regalo x chiudere l'atto psicomagico. Se non muoio prima, credo che mi regalerò una settimana di ferie. Niente lavoro, niente di niente. Devo solo sfogare, prima che tutto mi si rivolti contro. Mi sento una merda, schiacciata sull'asfalto da una scarpa da due soldi. Pure Jodorowsky mi ci voleva!
venerdì, febbraio 11, 2005
Si è più felici in solitudine che in compagnia. Non deriverà forse dal fatto che in solitudine si pensa alle cose e che in compagnia si è costretti a pensare alle persone? Chamfort, Nicolas Massime e pensieri, Guanda, Parma, 1998, p. 56.
Si è felici soltanto quando i piaceri e le passioni sono soddisfatti. Châtelet, Émilie du Discorso sulla felicità, Sellerio editore, Palermo, 1992 p. 36.
La nostra felicità non dipende soltanto dalle gioie attuali ma anche dalle nostre speranze e dai nostri ricordi. Il presente si arricchisce del passato e del futuro. Châtelet, Émilie du Discorso sulla felicità, Sellerio editore, Palermo, 1992 p. 51.
Uno dei grandi segreti della felicità è moderare i desideri e amare ciò che già si possiede. Châtelet, Émilie du Discorso sulla felicità, Sellerio editore, Palermo, 1992 p. 52.
L'uomo più felice è colui che non vuole cambiare il proprio stato. Châtelet, Émilie du Discorso sulla felicità, Sellerio editore, Palermo, 1992 p. 53.
Ogni età ha la felicità che le è propria. Châtelet, Émilie du Discorso sulla felicità, Sellerio editore, Palermo, 1992 p. 65.
Se vuoi una vita felice, devi dedicarla a un obiettivo, non a delle persone o a delle cose. Einstein, Albert Pensieri di un uomo curioso, Mondadori, Milano, 1997, p. 143.
Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità (...). Da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Epicuro Lettera sulla felicità (a Meneceo), Stampa alternativa, Milano, 1992, p. 5.
A volte, da noi dipende più la felicità altrui che la nostra. Gervaso, Roberto Il grillo parlante, Bompiani, Milano, 1983, p. 143.
L'uomo più felice è quello che è in grado di collegare la fine della sua vita con l'inizio di essa. Goethe, Johann Wolfgang Massime e riflessioni, TEA, Milano, 1988, p. 58.
Chi opera lietamente e si rallegra del suo operato, è felice. Goethe, Johann Wolfgang Massime e riflessioni, TEA, Milano, 1988, p. 260.
Si gusta doppiamente la felicità faticata. Gracián, Baltasar Oracolo manuale e arte di prudenza.
Per essere perfettamente felici bisognerebbe non sapere nulla della propria felicità: ma c'è mai stato un solo sentimento umano, per quanto puro, che non sia stato sfiorato da qualche impercettibile riflessione? Jankélévitch, Vladimir Aforismi, Dedalo, Bari, 2000, p. 58.
L'uomo non può essere partecipe della felicità o dell'infelicità altrui fin tanto che non si sente egli stesso soddisfatto. Kant, Immanuel Bemerkungen, Meltemi Editore, Roma, 2001, p. 63.
La felicità è formata di sventure evitate. Karr, Alphonse Aforismi, Newton Compton, 1993, p. 77.
Non si è mai tanto felici né tanto infelici quanto si crede. La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 45 (49).
La felicità sta nel gusto e non nelle cose; si è felici quando si ha ciò che ci piace e non quando si ha ciò che gli altri trovano piacevole. La Rochefoucauld, François de Massime, Rizzoli, Milano, 1992, p. 45 (48).
Ad alcuni per essere felici manca davvero soltanto la felicità. Lec, Stanislaw J. Pensieri spettinati.
La felicità è un modo di vedere. Ojetti, Ugo Sessanta.
Penso che prima di tutto essere in buona salute vi rende felici, ma funziona anche nell'altro modo. Secondo me è molto meno probabile che un uomo felice si ammali che non un uomo infelice. Russell, Bertrand Bertrand Russell dice la sua, Longanesi, Milano, 1982 (1960), p. 108.
Tutto quel che sapete far bene contribuisce alla vostra felicità. Russell, Bertrand Bertrand Russell dice la sua, Longanesi, Milano, 1982 (1960), p. 113.
C'è un unico errore innato, ed è quello di credere che noi esistiamo per essere felici. Schopenhauer, Arthur L'arte di insultare, Adelphi, Milano, p. 63.
La sola felicità è quella di non nascere. Schopenhauer, Arthur L'arte di insultare, Adelphi, Milano, p. 107.
Quando siamo felici noi siamo sempre buoni, ma quando siamo buoni non sempre siamo felici. Wilde, Oscar Il ritratto di Dorian Gray, Mondadori Scuola, Milano, 1990, p. 96
giovedì, febbraio 10, 2005
C'è un tempo per ridere e uno per piangere e ieri Lysandra non stava affatto bene. Era depressa quel tanto che bastava a farla scoppiare a piangere di fronte a tutti mentre lavorava al guardaroba. Non era colpa di un uomo, come tutti hanno pensato. Lysandra sta lavorando troppo e non fa nient' altro. Lysandra ha mal di gola da un mese e non le passa nonostante le medicine. Lysandra non ha relazioni interpersonali fini a sfogare le sue voglie sessuali. Lysandra è demotivata e passa il suo tempo libero dormendo. Per questo ieri notte si è aggrappata alla spalla di Mizz Pravda e le ha fatto mezza doccia. Poi si è soffiata il naso in un cappotto grigio "6 nero", ha preso a calci una borsa "86 x" e ha mandato a cagare l'ennesimo imbecille che voleva "solo" prendere le sigarette nel giubbotto. Ah, se avesse avuto sotto mano il bicchiere di Tyrone! Nemmeno le sue parole di conforto sono state di troppo conforto, ma l'hanno cullata prima di addormentarsi. Preo di tutto e di tutti.
martedì, febbraio 08, 2005

Questa sera, vista la sensazione di benessere che provo in questi giorni, mi vestirò da Joie de Vivre
sabato, febbraio 05, 2005
 "Le lampade di lava mentono peggio delle travestite" profetizzò un giorno Latavia. Io non le diedi retta e lessi il mio futuro in una di esse. Vedevo già la mia vita avvolta da una patina rosa, con nuvole vaporose di glitter e piume di marabù attaccate alle mie pantofole. Volevo fare la regista e avrei sopportato qualsiasi cosa pur di veder realizzato il mio sogno. Fu così che feci la valigia e partii per quel di Bologna avvolta nel mio cappottino preferito, anche se era quasi estate e le piattole facevano la sauna sotto alle mie ascelle. Mi ritrovai presto a rispondere al telefono per una manciata di euro al mese, aspettando piacevolmente la sera per tornare a casa e cucinare zuppe bollenti e piccanti alla Pravda. Era l'ideale per scaldare le "fresche" sere estive di Corticella. Poi mi chiudevo nello sgabuzzino che la mia cara amica mi aveva riservato per dormire e mi attaccavo al computer a studiare nuovi generi cinematografici. In quel periodo apprezzai molto Cadinot (di cui conservo ancora alcuni cult) e alcuni film di importazione tedesca con simpatici signorini dagli attributi giganti. Ringraziai Pravda e mi trasferii da Rod, stilista di lancio che viveva nella via più ricca di Bologna, ma nella casa più fatiscente che avessi mai visto, tant' è che dividevamo il pavimento con quelli del piano di sotto e il bagno con i vicini del palazzo accanto. Vivere con Rod era uno spasso. Mi ritrovavo spesso nelle scapole gli spilli che dimenticava sul mio letto. In compenso la mia vita di strass swarovsky cominciava ad avere un perchè. E difatti mi chiedevo sempre: "perchè?". L'estate era nel pieno delle sue forze, mentre io mi squagliavo all'ombra di un ficus morto, chiaccherando con un riccio perso nel centro di Bologna. Avevo ormai un paio di cortometraggi sul groppone, così trash da non poter essere visti da anima viva. Nelle mie tasche nemmeno un soldo. Di giorno facevo lavori di merda, di notte invece...anche. Ero ritornata al mio vecchio lavoro di montaggio film nozze.  -perchè la gente si sposa? Per trovare un pretesto per stare ancora insieme quando le cose sono finite? I novelli sposi hanno le facce più tristi che abbia mai visto. Si guardano con la certezza che non ci sarà più scampo e non si sopportano già più appena gli lanciano addosso il riso. Dopo la messa vanno ognuno dai propri parenti. Ai giardini si insultano. Al ristorante fanno le puttane con gli amici. Alle bomboniere sono talmente prei l'uno dell'altro che si infilano i confetti nel culo a vicenda per farsi i dispetti. Tornati a casa, uno dorme sul divano, l'altro nella cuccia del gatto (anche perchè, gli amici avranno diligentemente riempito il letto di riso, farina, sale, caccole di naso, tarzanelli e quant'altro.  Non ricordo dove finiva la mia storia ma vado avanti comunque stiano le cose. Ora faccio tre lavori. Di giorno la receptionist in una palestra molto divertente. Di notte nel mio circolo preferito, casa mia, il posto che mi ha dato asilo. Nel tempo perso continuo con i film di nozze. Ho un sacco di spunti in testa per realizzare film divertenti ma non ho più tempo per stargli dietro, perchè lavoro troppo. La sera esco con gli amici, la mia famiglia, e facciamo le trashate più squallide che ci vengono in mente. Sono sempre stanca, sono sempre povera, sono sempre in fregola, devo ancora girare il film che cambierà la mia vita ma, che cavolo, sono viva! E mi diverto, e ho di nuovo 16 anni, e nulla mi tocca, e sono invincibile come un super eroe della Marvel. Come Capitan America, il più finocchio dei super eroi, colui che indossa un anello che tutti scambiano per il suo scudo e copia i vestiti a Wonder Woman, facendo finta di essere etero. (fate finta di niente. Ieri ho staccato dalla palestra e ho cominciato al Cassero. Poi ho dormito 2 ore e ho ricominciato in palestra. Le cazzate scoppiano da me come i pop corn dal sacchetto) Per cui, cara Latavia, ti assicuro che le lampade di lava non mentono. Non quando chiedi loro cosa devi farne della tua vita. E sono sicura che anche tu hai fatto lo stesso quando hai chiesto se dovevi trasferirti o meno. Una bolla è un no. Due bolle un si. Tante bolle, un tripudio di sensazioni. Quelle che sto vivendo.
mercoledì, febbraio 02, 2005
 Eternal Sunshine of the Spotless Mind (non ho parole. non servono)
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