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questo blog soffre di crisi ossessive compulsive con spasmi di colite e giramenti di palle


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Se non vi piace come sono
non è un mio problema



giovedì, marzo 31, 2005
 

NOTTE SECONDA

-Beh, siete già qui?- mi disse ella senza slancio.
-Volete dire acora qui. Mi sentivo un po' giù e ho preso un altro po' della mia medicina-
-...appunto. Ho meditato su di voi e sono giunta alla conclusione che non vi conosco e voglio sapere la vostra storia. Chi siete?-
-E sia: sono una tipa-
-una tipa, una tipa! Che tipa?-
-Non so. Stanotte passavano dei giovani a chiedermi -ehi tipa! Tipa, hai ancora un po' di quella roba che ti ho visto ingurgitare prima?- Ma io sono solo una sognatrice-
-Anch'io sono una sognatrice! Talvolta sto seduta accanto a babuska e cosa mai non mi passa per il capo! Ecco che mi metto a sognare e così mi abbandono alle fantasticherie...bè, faccio addirittura la mondina a Trino Vercellese!-
-Magnifico! Dal momento che siete mondina, allora mi capirete pienamente. Ma non vi ho ancora chiesto come vi chiamate-
-Mi chiamo Raissa-
-Raissa soltanto?-
-Raissa Targovica Oganovskij Vlas'ev Achmatova Rezimov Izvol'skij Chvorostinin Herzen-
-Raissa andrà bene. Il sognatore, Raissa, non è un uomo, ma una certa creatura di genere neutro (un po' come voi, dall'aspetto). Si stabilisce per lo più in qualche angolo inaccessibile e sta lì come una tartaruga (chissà se questa la capisce). E perchè pensate voi che egli ami tanto le sue quattro pareti dipinte immancabilmente di verde, affumicate, tristi e annerite di tabacco in modo inammissibile?-
-Perchè è un festicista trash e si fa troppe canne?-
-No Raissa! Lui ama fantasticare! Oh, che cosa c'è per lui, lei...io insomma, nella vita reale? Nulla. Solo delle poverette. Voi domanderete forse su che cosa fantastichi! Ma su tutto... sulle torte del poeta, sulla bicicletta di Hoffmann, sulla notte di San Silvestro, su Diana Est,  sulla parte erotica di Ivana Trump, nella presa di sale, su Clara Calamai, Jimmy Dean, il concilio dei pelati davanti ai quali si presenta Jean Luis David, sulla resurrezione dei torti di Roberto (vi ricordate la Ronzina? Arrivò terza a Miss Winter nonostante l'ombrello rotto!), su Latavia e Brenda, la battaglia della Cesarina, la lettura d'un patema a casa della contessina Pandora Motta a Genova, Etna e i suoi amanti, la casetta in Canadà, il proprio angoluccio, e lì accanto una graziosa creatura che vi ascolta, spalancando la boccuccia e gli occhietti, come ora voi ascoltate me, mio piccolo angelo...-
-Stavo sbadigliando dalla noia-
Taqui pateticamente, ponendo fine alle mie patetiche esclamazioni. Mi aspettavo che Raissa si mettesse a ridere, e già mi pentivo di aver raccontato invano ciò che ormai da lungo tempo ribolliva nel mio cuore ma, con mio stupore, ella mi prese la mano e mi domandò:
-Lo avete Tenax di Diana Est?-
-Certo che ce l'ho!- gridai senza più trattenere il mio sentimento
-Oh!-esclamò Raissa-Ora, qualunque cosa mi accada, non ci separeremo più! Vi voglio anch'io raccontare la mia storia, tutta, senza sotterfugi, ma voi, dopo, per questo, mi darete un consiglio-
-D'accordo, Raissa, d'accordo! -
-La vostra mano-disse Raissa-uh! Avete bisogno di una bella limata alle unghie...E così, incominciamo la mia storia!-


STORIA DI RAISSA

Prima di tutto un patto, non mi interrompete. Ho solo due neuroni e se devo usarli per rispondervi non riesco a seguire il filo del discorso. Io ho una vecchia nonna cieca che mi insegnò l'esperanto fino a quindici anni. Quando capii che eravamo in due a parlarlo smisi di studiare. Ecco che a quel tempo feci una marachella; quello che feci non ve lo dirò; vi basti sapere che il fallo non era grosso.
-...-
-Tacete! Non parlate! La frase è pari pari all'originale! La nonna, da quel giorno, mi attaccò al suo vestito con uno spillo, per tenermi sempre sotto controllo. Quando morì il vecchio pigionale, la nonna affittò nuovamente la stanza a un giovanotto di passaggio. -Il nostro inquilino è giovane o no?-chiese la nonna-Giovane- risposi-Beh? E' di bella apparenza?-domanda la nonna-Si! E' di bella apparenza nonna. Ottima direi. Guarda che chiappe sode!- E la nonna dice.-Ah! Che castigo! Ti dico questo nipote perchè tu non ti metta a guardarlo- ma io ero già inginocchiata davanti alla patta dei suoi pantaloni. Un giorno, il giovanotto venne a trovarci. Chiese alla nonna quanti anni avesse e lei mi disse di andare a prendere il pallottoliere in camera. Mi alzai di scatto dalla sedia dimenticandomi dello spillo. Diedi uno strappo tale che il mio vestito si strappò, lasciandomi in mutande. Quando capii che l'inquilino sapeva ormai tutto di me, arrossii, rimasi sul posto come inchiodata e a un tratto mi misi a piangere. Passarono due settimane. L'inquilino mandò dei libri francesi, cosicchè si potevan leggere. La nonna continuava a domandare se i libri fossero morali o no. -Ma che cosa imparerei nonna? Che cosa c'è scritto?- -Eh! E' descritto in che modo i giovanotti seducono le ragazze ben costumate; come essi, col pretesto di prenderle in moglie, le conducono via dalla casa paterna, come poi abbandonano queste infelici in balia del destino ed esse si perdono nel modo più lacrimevole. Io ne ho letti molti di questi libretti e tutto vi è descritto così bene che la notte te ne stai a leggere di nascosto. Che libri sono quelli che ha mandato?-
-Sono tutti romanzi di De Sade, nonna-
Una volta, dopo un pranzo, l'inquilino venne da noi -Oggi ho preso un palco per l'opera. Danno il Rocky Horror Show-
-Il rocky Horror Show!-esclamò la nonna-ma è lo stesso Rocky che davano nei tempi andati?-
-Si, è lo stesso Rocky-
-Ma come dunque-disse la nonna-come non conoscerlo! Io stessa nei tempi andati facevo la parte di Magenta nel teatro di casa!-
Subito ci preparammo, ci munimmo del necessario e andammo. Quale fosse la mia impressione sul Rocky Horror Show non la dirò, ma il nostro inquilino tutta quella sera mi guardò così focosamente che mi andarono in fiamme le mutande. Mi coricai così fiera, così allegra, e il cuore mi batteva in tal modo che mi venne un po' di febbre e tutta la notte vaneggiai pensando a Frank.
A un tratto, l'inquilino smise di venire a trovarmi. Si presentò alla nonna per dire che tornava a Mosca, che il suo lavoro era terminato. Nel sentir ciò io divenni pallida e caddi dalle zeppe. Legai in un fagottino tutto quello che avevo di vestiti e biancheria: una gonna scozzese e un paio di mutande con una macchia di cacca che non andava più via nonostante la candeggina, e cercai di scappare con l'inquilino. -Ascoltate Raissa, io sono un uomo povero e per il momento non ho nulla. Come faremo dunque a vivere, se vi sposassi?- -Ma chi vuole sposarvi? Io penso a quel bel sasìski che perderò se voi ve ne andate!- per qualche minuto rimase in silenzio, poi si alzo, si avvicinò a me e mi prese la mano -Ascoltate Raissa, io andrò a Mosca e vi rimarrò un anno giusto. Se al mio ritorno non avrete cessato di amarmi, saremo felici- -Certo che vi aspetterò. Dove lo trovo un altro sasìski come il vostro!- Il giorno dopo partì. E' passato un anno giusto. Egli è qui da tre giorni e ancora non si è fatto vedere!.
-Mia cara Raissa, non piangete. Perchè non gli scrivete una lettera?-
-Si, una lettera! Voi cosa scrivereste?-
-Egregio signore, per un anno vi sono rimasta fedele e devota. Ora che siete tornato, avete già mutato le vostre intenzioni? Ricordatevi di questa povera ragazza alla quale avete fatto una promessa-
-Beh, fedele per un anno...c'è stato il piccolo Ivan, Anatolij il macellaio, quella piccola parentesi con  Aleksandr, un incontro, uno solo, con Jakov, e poi Nikolaj, ma il nostro è stato, per così dire, solo un rapporto orale. Poi...-
-Raissa...-
-...Sergej, il figlio del giardiniere e...-
-...Raissa...-
-...quella festicciola con i gemelli Dmitrij e Vasilij e...-
-..Raissa!-
-Si?!-
-Sei sicura che quel sasìski fosse così magnifico come te lo ricordavi?-
-La lettera...-rispose Raissa un po' confusa -la lettera...ma...-
Ma ella non terminò. Dapprima voltò in là il visino, divenne rossa come chi sta per soffocare, e a un tratto sentii nella mia mano la lettera, evidentemente già scritta da un pezzo. Un ricordo noto, gentile e grazioso mi passò per la testa!
-Don't-dream-it- cominciai
-Be-e-it!-ci mettemmo a cantare tutti e due, io per poco non abbracciandola per l'entusiasmo.
-Beh, bona lì! Addio adesso!- disse lei -Eccovi la lettera, ecco anche l'indirizzo dove recapitarla. A domani!-
Ella sparì come un ratto nella fogna. Io rimasi a guardarla andar via. -Squit, squit- mi passò per il capo, mentre ella scompariva ai miei occhi.

(continua....)

postato da lysandracoridon | 14:17 | commenti (8)



mercoledì, marzo 30, 2005
 

LE NOTTI BIANCHE

NOTTE PRIMA

Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne può essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Mi sembrò all'improvviso che tutti mi abbandonassero e vagai tre giorni per la città parlando con degli orrendi palazzi gialli. E tuttavia una notte arrivò e fu più bella del giorno! (uhm, sbalzi d'umore repentini. Dovrei sentire il mio analista!). Ecco come fu:
Procedevo canticchiando, colta da una crisi isterica, quando di colpo mi capitò l'avventura più inattesa. In disparte stava una donna, appoggiata coi gomiti alla ringhiera. Era abbigliata con un orrendo cappellino giallo e una dolcevita nera. “E' una ragazza e sicuramente una bruna” pensai. Mi era sembrato di udire un singhiozzo e, si! Non mi ero ingannata: la ragazza piangeva. Mentre cercavo la parola giusta per avvicinarmi, un signore ubriaco in marsina cominciò a correre verso di lei e le saltò addosso. La ragazza lanciò un grido e... io benedico la sorte per l'eccellente tacco 12  che quella volta mi era capitato di avere nella mano destra. In un attimo, l'importuno signore capì di che cosa si trattava, forse per il sangue che colava dalla sua tempia, e si allontanò con la mia Manolo conficcata in testa. -Datemi il braccio- dissi alla mia sconosciuta.
-Brutta idiota! Per una volta che riesco a rimorchiare! Lungi da me, brutta  megera!-
Le volsi uno sguardo di sfuggita: non era affatto una ragazza e aveva i capelli verdi! Sulle sue ciglia nere brillavano ancora le piccole lacrime della recente delusione. In silenzio ella mi porse il braccio e mi lanciò uno sguardo di soppiatto, maledicendomi nuovamente per il mio tempismo inopportuno.
-Se io non fossi stata là...-
-Si, appunto!-
-Ma non potevo sapere che...-
-E ora sapete?-
-...certo che so-
-Come? Davvero?!-
-Beh, non ci vuole una scienza!-
-Ma cosa avete capito?!-
-No, nulla, nulla-
-Perchè vi siete indotta ad avvicinarvi a me?-
-Perchè? Perchè? Convenitene anche voi che era un dovere. Mi era parso che piangeste e mi si strinse il cuore... Oh, Dio mio! Via, non potevo forse sentire un po' di pena per voi?-
-Pena? Sentivate pena per me?!! Ma dico, non vi siete forse specchiata? Con quei capelli dove vorrete mai andare? Avete visto che rosso stinto e che taglio a fungo? Pena per me!-
-Lasciate, basta, non parlate!-
-Bene allora. Addio, vi ringrazio-
-E' mai possibile che tutto finisca così?-
-..?! Tutto cosa?!-
-Verrò qui domani. Fantasticherò di voi tutta la notte, tutta la settimana, tutto l'anno. Verrò immancabilmente qui domani, proprio qui, a questo stesso posto, proprio a quest'ora, e sarò felice ricordandomi di oggi-
-Non pensavo usassero ancora l'Ecstasy a scopo terapeutico! Sta bene, verrò qui domani a vedere se vi è passato l'effetto della chicca. Facciamo solo un patto per l'avvenire...-
-Un patto! Parlate, dite, dite tutto anticipatamente: io sono d'accordo su tutto, sono pronta a tutto- gridai in estasi (appunto...)
-Non innamoratevi di me. Per l'amicizia sono pronta, ma innamorarsi non si può, ve ne prego-
-Ve lo giuro!- gridai afferrandole la mano pelosa
-Basta, non giurate. Lo so che prendete fuoco come la polvere. Dormite sodo, buona notte-
-A domani... Dove sono, Dio Mio? Due minuti e voi avete fatto di me una donna felice per sempre. Si, felice... Forse mi capiteranno altri momenti simili-
-Se non cambiate medico ne sono sicura. A rivederci!-
-A rivederci!-
E ci lasciammo. Io andai in giro per tutta la notte, e non potevo risolvermi a tornare a casa. Fui così felice...fino al giorno dopo! Dovrò dire al mio analista di prescrivermi una cura più blanda.


(continua...)

postato da lysandracoridon | 10:31 | commenti (8)



sabato, marzo 26, 2005
 

SVEGLIA!!!!!!

Ecco, lo sapevo! Vorace di notizie, per rimettermi in carreggiata, sto leggendo persino lo sport e la finanza!!! E l'oroscopo di Grazia dice cose turche per la settimana! Finalmente è primavera!!!

postato da lysandracoridon | 11:51 | commenti (8)



venerdì, marzo 25, 2005
 

Ho passato un anno senza guardare la televisione, senza comprare un quotidiano, senza ascoltare la radio o leggere notizie su internet. Ieri compro il Manifesto e scopro che non abbiamo più una costituzione! Perchè non l'hanno scritto nell'oroscopo di Grazia?!!  O_o' 

(andate sul sito: www.larepubblica.it)

postato da lysandracoridon | 14:09 | commenti (4)



lunedì, marzo 21, 2005
 

Pala dei decemviri

E' primavera ma non ci sono germogli nel mio giardino. I fiori non sbocciano. Jaqueline Kennedy mi guarda composta e sa che il mio cuore si placherà solo il giorno in cui butterò via i collant strappati. Moira mi sbeffeggia per le mie debolezze e Gesù Cristo mi ammonisce di cambiare strada. Barbie sghignazza perversa e gode dei miei errori. Divine è fatta, mi guarda e sorride con tutti i suoi denti di scorta. Woody Allen suona il violoncello. Lui sa, lui capisce e fa finta di niente, girando lo sguardo altrove. Justin è senza occhi, sotto alla scritta "basta così". Quella scritta ha ragione. Potrei finirla qui, o almeno provarci. Potrei con...uno, due, tre, quattro...cinque medicinali mirati, ma non li conosco, non ho mai sentito i loro nomi, forse perchè amo rimanere pazza. Potrei vomitare in un sacchetto, legarmi un giubbetto di salvataggio e buttarmi giù dal primo piano, atterrando su una scarpa azzurra. Gesù, Gesù, non mostrarmi i polsi. Potrei anche decidere di tagliarmeli. Magari su una spiaggia, su un accappatoio turchese. E morire rilassata al caldo, guardando un paio di occhi scuri una, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto volte senza mai stancarmi. Quegli occhi scuri che tante volte mi hanno dato il colpo di grazia. Volerò in un paradiso fatto di prati verdi con steli simili a capelli, mi ci tufferò e un bambino manichino mi prenderà per mano per giocare.  Mi sveglierò davanti ad una webcam, scoprendo che la mia vita è nella rete. Di qui non si scappa. Lo dice anche l'uomo ragno.

Forse è tempo di concludere.

postato da lysandracoridon | 21:38 | commenti (18)



venerdì, marzo 18, 2005
 

FINALMENTE PARTO!!!

4 giorni nella capitale, lontano dal lavoro, in compagnia di una manciata di squallide traveste!

postato da lysandracoridon | 20:17 | commenti (6)



venerdì, marzo 11, 2005
 

BUON COMPLEANNO MIA MUSA ISPIRATRICE!!!!!

CENTO DI QUESTI UOMINI...

VABBE'...SE ME NE LASCI UNO NON MI OFFENDO!

postato da lysandracoridon | 13:15 | commenti (26)



lunedì, marzo 07, 2005
 

 Leone (23 luglio - 22 agosto)

Questa settimana, Leone, ho un compito complicato per te. Vivrai una situazione al limite della tua comprensione, in cui dovrai mostrare una curiosità aperta e sincera. Dovrai essere cordiale e ottimista e allo stesso tempo mettere in dubbio più certezze che puoi. La tua sfida sarà incarnare l'atteggiamento consigliato da Caroline Myss in un brano del suo cd Spiritual madness: the necessity of meeting God in darkness: "Quando imparerai ad avere fiducia nel caos, vedrai Dio con chiarezza. Il caos è l'ordine divino contro l'ordine umano. Il cambiamento è l'ordine divino contro l'ordine umano. Quando ti sentirai al sicuro nel caos, allora saprai che stai vedendo Dio con chiarezza".

postato da lysandracoridon | 12:34 | commenti (9)



venerdì, marzo 04, 2005
 

Se avessi avuto una connessione a casa, ieri notte avrei postato tutto questo:

“Il periodo del dolore è giunto. Non posso più nascondermi dietro maschere e belletti. Non basta la mia parrucca a difendermi, nè l'alcool e le droghe che tanto spesso ho ingerito per non affrontare la realtà. E' solitudine, nuda e cruda. E' assenza di qualcosa che non riesco a definire. Non è una persona, ma una piccola collezione di tocchi lievi come una piuma. Sono le tue mani sui miei capelli mentre mi appoggiavo con la testa sulle tue gambe, che sono passati mille mesi ma me le ricordo ancora. Sono i tuoi abbracci, morbidi come un sussurro, mentre preparavo il pranzo nella tua cucina, e i piccoli morsi che mi lasciavi sul collo, alzandoti in punta di piedi per raggiungermi. Sono le tue dita che passano timide sulla mia pelle, appena qualche giorno fa, e che probabilmente incontrerò ancora se saprò aspettare un mese o due, se tu vorrai. Non hai più un nome, nè un sesso. Non hai più nemmeno un volto. Sei solo un desiderio. Sei una condizione indispensabile per farmi stare bene e ti odio perchè sei costantemente assente. Sorrido in mezzo alla gente per simulare allegria, ma non mi diverto affatto. Elemosino abbracci e carezze per poche ore, per sentire il calore che un tempo mi bruciava ma che, ora, non è che il fuoco di un cerino. Aspettando le tue grazie, muoio di solitudine nella mia stanza e piango e mi dispero e urlo. Se solo sapessi darti un nome saresti in mio possesso, ma non ci riesco, per quanto mi sforzi di farlo. Non sei dolore e basta. Non sei ricordo nè sola solitudine. Non sei nemmeno amore, per quanto io finga di crederlo. Non so cosa sei ma ti voglio ancora e ancora e ancora. Esaurisci questo mio dolore, prima che decida di spegnermi piano o di congelare il mio cuore per sempre.
...mi sento così sola.”


Ho pianto. Bene. Ho urlato. Bene! Mi sono svuotata di ogni emozione. Benissimo!
E' ora di fare pulizie nel mio cervello. Devo cancellare un po' di cose e fare un bel defrag. Sono così patetica che mi faccio orrore da sola.
...e fanculo a tutto il resto.

Canzone del giorno:
Aphex Twin-Digeridoo (ascoltata in loop per almeno un'ora)

postato da lysandracoridon | 18:22 | commenti (6)