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venerdì, aprile 29, 2005
HO BACIATO JOHN WATERS!!!!
Che uomo affascinante, glam, assolutamente chic. E' così alto, così di classe e mi ha detto:
"Oh, you are so beautiful and elegant"
e io sono rimasta l,ì come uno stocafisso!
Ora che la mia mano è stata toccata da uno dei più grandi registi al mondo, non mi fermerà nessuno. Ora ho la mano benedetta!
(Gli ho dato un biglietto di auguri con le foto delle Tope Morte e di Latavia trash!)
sabato, aprile 16, 2005
"Non ho mai messo piede in una scuola di cinema. E non avevo mai messo piede su un set prima di girare “Quarto potere”. Senza dubbio sono stato toccato dalla grazia di una totale ignoranza. Ho imparato tutto quel c´era da sapere in tre ore, non perché sia particolarmente intelligente, ma perché il cinema è semplice! Voi di certo avrete passato troppo tempo a guardare film. Non chiudetevi troppo nell´universo cinematografico, come fosse una scatola d´aringhe. Sognate i vostri film, piuttosto. E prestate attenzione all´incanto delle muse più perverse... la decadenza del cinema è il risultato della glorificazione del regista. Ma l´attore è più importante. Oggi il regista è l´artista più sopravvalutato del mondo. Pensate ai grandi momenti del cinema: sono tutti in bianco e nero. Più avanza il progresso tecnico, più lo spirito creativo va in declino. E io temo che l´elettronica finirà per aiutare solo i film di terza scelta."
lunedì, aprile 11, 2005
NOTTE QUINTA
(e ultima)
Le mie notti finirono di mattina. La giornata non era bella. Cadeva la pioggia, battendo tristemente sui miei vetri. Mi doleva e mi girava la testa.
-C'è una lettera per te matuska- proferì Loah Marrat rientrando alle sette, con un bicchiere di Vodka lemon, vuoto, in mano.
-Ah! Sarà di nuovo l'Hera che vuole toglierci l'erogazione della corrente elettrica per quella bolletta insoluta!-
-Non lo so matuska, guarda tu. Io credo che mi butterò un'oretta a letto- detto questo, la Marrat risucchio il nulla dal fondo del bicchiere, esaurendo le sue ultime forze.
-E non chiamarmi matuska!- le urlai dietro -siamo coetanee...e io non ho rughe!-
Ruppi il sigillo. Era dell'Hera! 239,32 euro di gas.
-Ah dimenticavo...- la Marrat uscì in mutande dalla camera -c'era questo per te attaccato alla porta-
Mi porse un biglietto bagnato, con l'inchiostro che stava colando da un angolo. Lo aprii e lessi:
''Oh, perdonatemi, perdonatemi!Io ho ingannato voi e me stessa. E' stato un sogno, un illusione... Mi sono angustiata per voi oggi, perdonatemi, perdonatemi... Non mi accusate, perchè io non sono mutata in nulla verso di voi; ho detto che vi avrei amata e anche ora vi amo, è più che amore. Io so che per voi è una cosa penosa e triste. Mi sento combattuta da un senso di colpa che mi toglie il fiato, e il desiderio che provo nell'avervi accanto, non posso far altro che glissare con un'ironia spenta sulle vostre parole belle quanto le stelle. Vi ho vicina e vi guardo: come se voi foste di cristallo fino, con la voglia di abbracciarvi forte per farvi sentire quanto vi voglio bene, e la paura di rompervi. Quando vi dico che siete la persona più vicina a me, non crediate che lo dica per chissà quale capriccio. Lo credo e voglio che voi lo sappiate. Un vostro abbraccio, un vostro sguardo sorridente forse mi allieverebbero dall'idea di farvi soffrire. Non posso pretendere da voi anche questo, e mi dispiace avervelo chiesto. Voi sarete per sempre amica, sorella mia... Mi amate come prima? Oh, amatemi e non mi abbandonate, perchè io vi amo tanto in questo momento, perchè io sono degna del vostro amore, perchè me lo meriterò, amica mia cara! Perdonate dunque, ricordate e amate la vostra Raissa''.
A lungo rilessi questa lettera e le lacrime mi urgevano agli occhi. Infine mi cadde dalle mani e mi coprii il volto.
-Tesorino! Ah, tesorino mio!- la Marrat uscì dalla sua stanza richiamata dal mio pianto
-Che c'è vecchia?-
-Oddio! Devo comprare una nuova crema al retinolo... Volevo dirti che ho buttato via le mie scarpe da ginnastica. Ora puoi anche invitare degli ospiti, in questo stesso momento...
Guardai la Marrat. Era ancora in gamba, ma non so perchè, di colpo mi si presentò con lo sguardo spento, con le rughe sul viso, curva e decrepita...
-Si, lo so, sono orrenda. Torno a dormire...-
Non so perchè, a un tratto mi parve che la mia stanza fosse invecchiata al pari della Marrat. Era balenata davanti a me così arcigna e triste tutta la prospettiva del mio avvenire, e io mi vidi come sono ora, giusto quindici anni dopo, invecchiata, in quella stessa camera, ugualmente sola, con la stessa Marrat, che non si è fatta per nulla più sobria in tutti questi anni.
Sia sereno il tuo cielo, Raissa, sia luminoso e calmo il tuo caro sorriso, e tu sii benedetta per il minuto di beatitudine e di felicità che desti a un altro cuore solitario e riconoscente!
Dio mio! Un intero minuto di felicità! E' forse poco, sia pure in tutto il tempo che ti chiesi quel sasiski?...
2005
sabato, aprile 09, 2005
Ho fatto un corso di lettura veloce. Ho letto "Guerra e Pace". Parla della Russia.
(Woody Allen)
venerdì, aprile 08, 2005

NOTTE QUARTA
Dio, com'è finito tutto ciò! In che cosa è finito tutto ciò! Arrivai alle nove. Ella era già là, come la prima volta, con le dita nel naso, e non mi udì quando mi avvicinai a lei.
-Raissa!-la chiamai.
Si voltò rapidamente verso di me, pulendosi le dita nei capelli.
-Ebbene!- disse -Ebbene! Presto! Dov'è dunque la lettera? Avete portato la lettera? Dove cavolo avete nascosto questa lettera? Ce l'avete da qualche parte? Tirate fuori questa fottuttissima lettera!!!-
-No, io non ho la lettera. Forse egli non è ancora arrivato-
Ella divenne del colore dei suoi capelli e cominciò a piangere -Non mi parlate di lui, non dite che verrà. Perchè? Perchè? C'era forse qualcosa che non andava in quella disgraziata lettera?...-
Io mi sentivo strappare il cuore guardandola, ma non potevo di certo dirle che avevo messo un esplosivo nella busta.
-Almeno mi avesse risposto che non ha bisogno di me, che mi respinge! Oh, quanto ho sofferto in questi tre giorni! Dio mio! Dio mio! Non può essere così! Forse non ha ricevuto la lettera! Può darsi che qualcuno gli abbia sparlato di me? Basta! Io non lo conosco più, non lo amo più, io lo di...menti...cherò...-
Il mio cuore era gonfio
-Raissa! Voi mi torturate! Voi ferite il mio cuore, voi mi uccidete Raissa! Io non posso tacere! Io devo alla fine parlare, esprimere ciò che mi ribolle qui nel cuore...-
Ella mi prese per mano e mi guardò l'unghia spezzata.
-Ascoltatemi Raissa! Tutto ciò che ora vi dirò è assurdo, inattuabile e stolto. So che questo non potrà mai acccadere, ma pure non posso star zitta. E' una cosa inattuabile, ma io vi amo, Raissa! Ecco quel che c'è!-
-Via, ma io lo sapevo da un pezzo che mi amavate! Anzi, lo sanno tutti tutti. Io stessa l'ho appreso da un manifesto pubblicitario, proprio poc'anzi-
-Che farci, Raissa, che devo mai farci? Il mio cuore mi dice che ho ragione. Io ero amica vostra; ebbene ecco, anche ora vi sono amica; io non ho tradito nulla. Ecco, ora mi scorrono le lacrime, Raissa. E scorrano pure, scorrano pure, non fanno male a nessuno. Esse si asciugheranno, Raissa... Ormai ciò che è stato detto non torna indietro! Bè, così voi ora sapete tutto. Bè, ecco il punto di partenza. E sta bene. Oh, Raissa, Raissa! Che avete fatto di me!...-
-Non piangete dunque. Io non voglio che piangiate- disse lei -Io lo amo; ma questo passerà, questo deve passare, perchè voi mi amate, mentre lui non mi ama; perchè infine anch'io vi amo (o me la racconto)...Si, vi amo! Vi amo come voi amate me. Vi amo perchè siete migliore di lui, perchè siete d'animo più nobile di lui, perchè possedete un sacco di trucchi Chanel...-
La commozione della poveretta, alla parola Chanel, era così forte che ella non riuscì a terminare. Appoggiò il capo sulla mia spalla e cominciò a piangere.
- Se voi sentite che il vostro amore è così grande da poter infine scacciare dal mio cuore quello di prima...se mi vorrete amare sempre come mi amate adesso, allora giuro che la mia riconoscenza...che il mio amore infine sarà degno del vostro amore...-
-Raissa! Oh, Raissa!-
-Starete a pigione da noi. La nonna vuole farci entrare una fanciulla. E perchè mai una fanciulla? E lei dice: perchè così la smetti di camminare sulle ginocchia per il pianerottolo-
-Ah Raissa!-
E tutte e due ci mettemmo a ridere.
-E' tempo adesso, che io vada a casa- disse Raissa -soltanto, accompagnatemi-
-Senza fallo!-
-Non ce l'avete!-
-Parola d'onore-
-Bè andiamo!-
-Andiamo-
-Guardate il cielo Raissa, guardate! Domani sarà un giorno meraviglioso; che cielo azzurro, che luna! Guardate, quella nuvola gialla ora la coprirà, guardate! Guardate!-
Ma Raissa non guardava la nuvola, se ne stava in silenzio, come inchiodata; dopo un minuto prese a stringersi molto a me, con una certa qual timidezza. La sua mano cominciò a tremare nella mia.
In quel momento, accanto a noi passò un giovanotto. Egli di colpo si fermò, ci guardò fisso, poi fece di nuovo alcuni passi. Il cuore mi tremò in petto...
-Raissa- dissi a metà voce -chi è, Raissa?-
-E' lui- rispose in un sussurro, stringendosi ancor più accosto a me. Io mi reggevo appena sui tacchi.
-Raissa! Raissa! Sei tu!- si udì una voce alle nostre spalle, e in quello stesso momento il giovanotto fece alcuni passi verso di noi...
Dio che grido da checca isterica! Come sussultò! Come si strappò dal mio braccio e volò dalle zeppe addosso a lui!...Io me ne stavo a guardarli come annientata. Ma appena gli ebbe dato la mano, appena gli si fu gettata tra i moncherini, di nuovo a un tratto si volse verso di me:
-Addio, brutta lesbica patetica!-
Poi si lanciò di nuovo verso di lui, lo prese per quel che rimaneva del braccio e lo trascinò con sè.
A lungo sostai, seguendoli con lo sguardo...Infine tutte e due scomparvero dietro un cespuglio.
(continua....)
venerdì, aprile 01, 2005

NOTTE TERZA
Oggi è stata una giornata triste, piovosa, senza un raggio di luce, come la mia futura vecchiaia. Oggi non ci vedremo!
-Se pioverà non ci vedremo!- disse -E visto che sono passati 28 giorni dall'ultimo ciclo...-
Difatti non è venuta.
Ieri è stato il nostro terzo incontro.
Però come la gioia e la felicità rendono bella una persona! Come freme d'amore il cuore! E io...io prendevo tutto per buona moneta, io pensavo che lei...
Ma, Dio mio, come ho mai potuto pensar ciò? Tutto ormai è preso da un altro. Quel suo amore verso di me altro non era che gioia per il vicino incontro con l'altro. Quando lui non venne, la mia Raissa divenne così timida, si intimorì al punto che pareva avesse capito che l'amo e si fosse mossa a pietà del mio povero amore. Non presentivo che tutto ciò sarebbe finito altrimenti.
-Sapete perchè sono così felice oggi? Perchè ho trovato il singolo di Avallone 'Questo Amore Nano' su una bancarella del mercato! E poi perchè non siete innamorata di me. Ieri pensavo quasi foste lesbica, poi mi sono detta, che diamine! Quando sarò sposata noi saremo più che sorelle!-
Mi sentii come una terribile tristezza in quell'istante.
-Voi siete in preda a un accesso.- dissi -Voi avete paura che il singolo sia rigato-
-Si, vi confesso che dite la verità. Ma basta, lasciamo stare il sentimento!-
In quel momento si udirono dei passi e nell'oscurità comparve un passante che ci veniva incontro. Tutti e due avemmo un fremito. C'eravamo ingannati: non era lui
-Di che cosa avete paura?- disse ella -Noi lo accoglieremo insieme. Voglio che veda come ci vogliamo bene a vicenda-
Oh Raissa, Raissa, pensai, quante cose hai detto con questa parola! La tua mano è fredda, la mia ardente come il fuoco. Come sei cieca Raissa!
Finalmente il mio cuore traboccò.
-Ascoltate Raissa- gridai -Sapete cosa ne è stato di me tutto il giorno? In primo luogo sono andata a consegnare la lettera. Poi, non trovando un celiachia market, mi sono dovuta fermare in un bar a mangiare un panino, facendo appena in tempo a tornare a casa e dopo...dopo ho passato la giornata al cesso per colpa di una diarrea fulminante-
-Solo questo?-
-Quasi solo questo. Alzatami dal water mi è sembrato che un motivo musicale, conosciuto da un pezzo, udito in qualche posto prima, dimenticato e delizioso, mi tornasse ora alla mente. Mi è sembrato che per tutta la vita esso avesse chiesto di uscire dall'anima mia e soltanto adesso...dietro a un buco di chiave inizio a spogliarmi, dietro a un buco di chiave tu ti metti a guardare me. Una gonna scozzese, un maglione turchese, le calze color carne, le scarpe tacco basso, che belle le mie gambe si...-
-Basta, smettete, basta! Questa è un'orribile canzone CANTATA DA CLIzia GeBERDian!-
-Ah Raissa, avrei voluto in qualche modo comunicarvi questa strana impressione...-
-Io penso a voi- mi disse dopo un minuto di silenzio -Voi siete così buona che sarei di pietra se non lo sentissi. Perchè lui non è come voi? Egli è peggiore di voi, anche se io lo amo più di voi-
-Lui ha un sasiski che io non ho e, a voi, le kartófel'nyj non piacciono-
-Si, mettiamo che sia così- rispose Raissa senza aver pensato a Ivan, Anatolij, Aleksandr, Jakov, Nikolaij, Sergeij, Dmitrij, Vasilij e chissà quale altra collezione di sasiski -ma sapete cosa m'è venuto per il capo adesso? Perchè non dire subito francamente ciò che si ha nel cuore, quando si sa che la propria parola non sarà gettata al vento? Invece ognuno ha l'aria di essere più arcigno che non sia in realtà, come se tutti avessero paura di offendere i prorpi sentimenti, manifestandoli al più presto...-
-Raissa, io vi amo-
-Che cazzata! Io non vi amerò mai!-
Passarono alcuni minuti.
-Verrà domani- dissi io con la voce più convincente e più ferma.
-Si- soggiunse -anch'io ora vedo che verrà soltanto domani. Vi voglio vedere e vi racconterò tutto. Siate qui senza fallo-
-Mi prendete anche per il culo?-
Quando ci congedammo, mi porse la mano e mi disse serena:
-Vedete, ora saremo sempre insieme, non è vero?-
Oh, Raissa, Raissa, se tu sapessi in quale solitudine mi trovo ora.
Ma del resto così doveva essere. Essi ormai sono insieme...
(continua....)
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