about
questo blog soffre di crisi ossessive compulsive con spasmi di colite e giramenti di palle


Mi trovate anche qui:
blog archivio
oggi
giugno 2009
febbraio 2009
gennaio 2009
dicembre 2008
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
luglio 2008
giugno 2008
marzo 2008
dicembre 2007
novembre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
marzo 2005
febbraio 2005
gennaio 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
agosto 2004
luglio 2004
giugno 2004
maggio 2004
aprile 2004
marzo 2004
febbraio 2004
gennaio 2004
dicembre 2003
novembre 2003
ottobre 2003
settembre 2003
agosto 2003
luglio 2003
giugno 2003
maggio 2003
counter
*loading*
pazzi hanno perso tempo in questo blog!





Se non vi piace come sono
non è un mio problema



lunedì, maggio 30, 2005
 


Per chi ancora non lo sapesse:


EMANUEL SI E' SPOSATO.


postato da lysandracoridon | 04:59 | commenti (12)



sabato, maggio 28, 2005
 


Cucina di casa Coridon. Lysandra e Loah Marrat stanno preparando la cena. Lysandra è nervosa.

Loah: Lyzzy ti sei presa un bel raffreddore.
Lyzzy: è tutta colpa sua! Ogni volta che lo vedo mi viene un malanno. Forse è ora che vada in terapia.
Loah: ci pensavo anch'io, sai? La terapia è quello che ci serve.
Lyzzy: già, ma non ho abbastanza soldi. Non mi posso permettere nemmeno uno psicoterapeuta della mutua.
Loah: non abbiamo amici psicologi? Magari ci fanno uno sconto.
Lyzzy: Non potrei permettermelo nemmeno con lo sconto. Il massimo che potrei fare sarebbe affidarmi a un freudiano, sperando di potergli pagare la parcella con un pompino. Oddio, sono alla disperazione. Se vado avanti così mi verrà una bronchite e ho finito anche le mie gocce. Cazzo! Sempre di sabato mi deve finire il propoli. Non c'è una farmacia aperta nel raggio di chilometri.
Loah: oh no, abbiamo finito anche l'olio.
Lyzzy: cosa vuoi che mi freghi dell'olio. Ho un maledetto mal di pancia che mi perseguita da ieri.
Loah: si ma, io devo condire l'insalata. Calmati, siediti un attimo. Che diavolo ti stai preparando da mangiare?!
Lyzzy: è tofu.
Loah: cos'è?!!
Lyzzy: tofu, tofu! Mi serve per controllare gli ormoni. E poi mi fa crescere le tette. Che ore sono? Le gocce di timo e eucalipto le ho prese. Il cardo mariano è qui. Dove ho messo il ribes nigrum? E ho finito il propoli, capisci? Come farò un intero week end senza il propoli? Mi verrà la bronchite, lo so. E questo dannato mal di pancia non si ferma.
Loah: sai che i freudiani  si rifanno a quattro grandi temi? Pare che uno di questi sia la cacca. Dicono che se fai la cacca in un posto significa che ti ci trovi a tuo agio.
Lyzzy: io ho un ottimo rapporto con la mia cacca!  Non ricordi che sono celiaca? Che diamine, scagazzo dappertutto. Questo cosa significa?  Ma dove cavolo ho messo il ribes nigrum?
Loah: non credi che dovresti smetterla con questa fissazione?
Lyzzy: si ma, è una fissazione e non ci riesco. E poi, tutte le volte che lo vedo, devo bere un goccio per rilassarmi.
Loah:  un goccio?! Eri così ubriaca che hai infilato la lingua in bocca a una tua amica!
Lyzzy: dovevo riempire un vuoto.
Loah: ti saresti fatta riempire da chiunque.
Lyzzy: questo non è vero! Ho i miei tre o quattro affezionati che non me ne danno mai mezza.
Loah: e questo preservativo nuovo?
Lyzzy: lo aggiungo alla mia collezione. Ne ho una scatola piena in camera.  Per natale ci addobbo l'albero. Quello in piazza Nettuno.  Oh cavolo! Stavo dimenticando l'estratto di semi di pompelmo! E...il...ribes nigrum....è qui, dietro alle acque termali e al naso clean. Ma, senza propoli, so già che non arriverò sana a lunedì.
Loah: ti sei ingurgitata tutto il libro di terapie naturali. Non credo che il propoli faccia la differenza.
Lyzzy: dev'essere questo maledetto senso di colpa di cui parla tanto Jung.
Loah: e perchè dovresti provare un senso di colpa?
Lyzzy: non io! Lui! E' lui che fugge perchè si sente in colpa nei miei confronti. Non sa come reagire. Non mi ama e non riesce a stare dietro ai miei deliri.
Loah: allora perchè sei tu a stare male e non lui?
Lyzzy: specchio riflesso! Non te l'hanno insegnato alle elementari? Forse io mi sento in colpa perchè lo faccio sentire in colpa e la responsabilità che ho in questa storia è troppo grande per poterla sopportare. Ormai sono entrata nel patologico.  Passami l'olio.
Loah: l'olio è finito?
Lyzzy: quando?
Loah: che ne so! Te l'ho detto prima.
Lyzzy: la mia vita è impantanata. Senza propoli, senza olio, soffocata dal muco e dalla diarrea. E con un senso di colpa che non è nemmeno di mia proprietà.
Loah: ehm, senti Lyzzy, io vado a comprare l'olio, d'accordo? Torno subito, ok? Tu stai qui tranquilla. Mi pare ci sia un alimentari aperto a Modena. Ma non ti preoccupare...torno.
postato da lysandracoridon | 04:41 | commenti (6)



venerdì, maggio 27, 2005
 
ORRENDA BROADWAY TI INSEGNA A VIVERE
(prima lezione)


"...be' devi passare dal masochismo al masuchismo (m'a suchi in siciliano vuol dire me lo succhi! come dire, mi fai una pompa, ma in senso figurato. Suole infatti usarsi per intendere che te ne sbatti altamente, te, soggetto cui rivolgi la frase in questione. Esempio: io ho un televisore 18 pollici. Risposta: m'a suchi! io ho un 21 pollici!)..."
postato da lysandracoridon | 15:37 | commenti (7)

 
Lyzzy: quand'ero piccola ho pianto tanto per il colore della mia pelle. Non mi piaceva essere così pallida.

Lady P: hai sprecato tanto tempo a piangere per un difetto che non era neanche il tuo peggiore!

postato da lysandracoridon | 13:42 | commenti (10)



mercoledì, maggio 18, 2005
 


TEXT AND THE CITY

(Fatti, nomi e  personaggi riportati in questa storia sono puramente casuali e non identificabili con persone e posti realmente esistenti. Non è stata fatta violenza su nessun animale).

(Lysandra si sveglia con un piede di Latavia piantato in bocca).
LYSANDRA: Phua!
LATAVIA: Oh scusa! (asciugandosi il piede sul cuscino). Stavo sognando di essere Gesù Cristo ma, anzichè camminare sull'acqua, scivolavo sulla bava di una lumaca e questo mi rendeva talmente ridicola che nemmeno il miracolo dei peni e dei pesci...
LYSANDRA: ...dei pani e dei pesci.
LATAVIA: ...uhm! Cosa?
LYSANDRA: Il miracolo dei pani e dei pesci. Non dei peni.
LATAVIA: ...ecco perchè ero diventata l'eroina delle racchie del paese!
LYSANDRA: Cosa abbiamo in programma oggi?
LATAVIA: Ci sarebbe la cena da Zia Fiele.
LYSANDRA: Sono le dieci del mattino e già pensi alla cena?
LATAVIA: Beh, non ci sono molte cose interessanti da fare in questa città.
LYSANDRA: Eh, si. Roma è una città così noiosa.
LATAVIA: Ci sarebbe anche quella festa di sceneggiatori ma non so se ho voglia di andare.
LYSANDRA: (con trasporto) Come sarebbe a dire “Non so se ho voglia di andare”?! Ci devi andare! Non buttare via l'occasione per conoscere un sacco di persone interessanti. Scrittori, capisci? Scrittori di televisione. Quelli che scrivono i testi di Carabinieri, Un Posto al Sole, Un Medico in Famiglia, Distretto di Polizia. Sai quanti spunti di riflessione potrebbero darti? Ore e ore in solitudine a pensare ai personaggi, sempre chiusi in una stanza, davanti al computer, con la voglia di scrivere, così forte da dimenticarsi persino di cibarsi o di lavarsi.  Una passione così grande da tagliarti fuori dal mondo e dagli amici...a che ora si mangia?

(Sera. Lysandra e Latavia davanti a un disco pub. Sono tutti sui trent'anni, stempiati e con gli occhiali. Sono sceneggiatori. Ci sono delle persone fuori con un numero attaccato alla giacca)
LYSANDRA: E' questa la festa dove mi volevi portare? Un raduno di geometri? Temo tu abbia sbagliato indirizzo. E quella roba appiccicata addosso?  Mi attaccano un numero come nei campi di concentramento e pretendono che mi diverta?! Guarda! C'è un forno lì accanto!
LATAVIA: E' un fornaio. Fa le brioches.
LYSANDRA: Cosa ne sai con cosa le farciscono! Con...con composta di geometra.
LATAVIA: Suvvia, che sciocchezza!
LYSANDRA: Come credi che abbiano inventato i diplomatici? Era un raduno in questo pub!
LATAVIA: Stiamo mezz'ora, solo per vedere com'è e poi ce ne andiamo. Tra un po' ci raggiungono Zia Rrose e Easysqueesy.
LYSANDRA: Spero tu abbia avvisato Zia Rrose per tempo.
LATAVIA: Si, l'ho chiamata tre ore fa dicendole che doveva raggiungerci in mezz'ora al massimo. Vedrai che tra un'ora è qui.

(Lysandra e Latavia entrano nel locale. Una donna con l'aria gentile le ferma all'ingresso)
DONNA: Prego. Dovete appiccicarvi il numerino addosso.
LYSANDRA: dobbiamo proprio?
DONNA: Certo, è il gioco più cool della serata
LYSANDRA: Ma noi ci fermeremo solo...
DONNA: (sorridendo tra i denti) non farmi incazzare ragazza. Metti quel numero.

(Lysandra e Latavia si siedono a un tavolino e osservano le persone intorno. Una donna al microfono spiega il gioco più cool della serata)
DONNA: ora passeremo con dei fogliettini e una penna. Voi scrivete sul fogliettino una frase e il numero della persona alla quale volete dirla. Poi passeremo a ritirare i fogliettini e li leggeremo a voce alta. Tutto chiaro?
(Lysandra e Latavia alzano lo sguardo al cielo in diverse direzioni. Latavia fa finta di allacciarsi una decoltè e, mentre è china, si stacca il numero. Lysandra appoggia il viso alla mano, nascondendo il numero con il braccio)
LATAVIA: Si divertono sempre così gli etero?
LYSANDRA: Perchè lo chiedi a me?
LATAVIA: Pensavo che...visto il tuo trascorso...
LYSANDRA: probabilmente mi sarei uccisa prima dei vent'anni. In effetti una volta ho rischiato uno svenimento a casa di amici, quando hanno cominciato a parlare di gite domenicali nei mobilifici per scegliere l'arredamento del bagno.
LATAVIA: Credo sia ora di cominciare a bere. (cercando il portafoglio nella tasca) Oh, no! Ho dimentacato i soldi sul letto!
LYSANDRA: Oh, no! Ho dimenticato il portafoglio vicino ai tuoi soldi!
LATAVIA: Fantastico! Siamo incastrate qui e non possiamo nemmeno ubriacarci.
LYSANDRA: Aspetta. Raccimolo qualche monetina sul fondo della borsa. Arrivo a 12 euro. Cosa ci prendiamo?
LATAVIA: Della Vodka.
LYSANDRA: No, prendiamoci un Cosmopolitan. E' la cosa meno eterosessuale che hanno in questo posto. Non è come sniffare lo smalto per unghie, però...

(venti minuti di coda e un minuto di bevuta dopo)
LYSANDRA: Ora vedo un sacco di geometri doppi. Basta, andiamo via da questo posto orribile o ti ritroverai a dover piluccare la passera di una di queste sceneggiatrici represse di mezz'età, per riuscire a raccattare un lavoro come correttore di bozze.
LATAVIA: Mi hai convinta, andiamocene!

(Lysandra e Latavia, ubriache, incontrano Zia Rrose e Easysquuesy che mangiano un gelato)
ZIA RROSE: eravamo un po' in anticipo e ci siamo fatti un gelato.
LYSANDRA: noi vogliamo bere!
EASY: voi sembrate già ubriache.
LATAVIA: ma...mno! Gnoi vogliamio ancora biere!
ZIA RROSE: d'accordo. Solo un goccetto e poi vi portiamo a prendere un po' d'aria.

(I quattro si ritrovano a bere e a ricordare i bei tempi delle macchie sui pantaloni di Latavia. A Zia Rrose viene la bella idea della gita notturna. Partono tutti quanti in macchina alla volta del Gianicolo)
LYSANDRA: Easy, puoi sterzare con più dolcezza. Sto per vomitarti in macchina.
ZIA RROSE:    Ora vediamo se c'è qualche bel ragazzo per la strada.
LYSANDRA: Ancora?! Sono tre notti che mi portate in batuage tour.
EASY: Oh, ma non è per noi! Noi non ci veniamo mai qui. Lo stiamo facendo per Latavia. Ehi, dietro quell'angolo stasera non ci siamo ancora passati.
LATAVIA:...mmm...
ZIA RROSE: Easy aspetta, riguarda un po' chi c'è in quella macchina. Mi sembrava interessante.
LYSANDRA: Per Latavia, eh?
LATAVIA:...mmm...
EASY: Si Latavia, che dici?
LATAVIA:...mmm...
LYSANDRA: Credo sia collassata e nemmeno io mi sento tanto..burp!...bene. Forse è meglio se ci accompagnate a casa.
ZIA RROSE: La notte è ancora giovane e noi siamo pieni di forze
(Lysandra e Latavia non rispondono più. La prima cerca di non vomitare in macchina, la seconda si è addormentata)
EASY: Zia, perchè non facciamo l'ultimo giro della collina prima di andare a casa?
(Zia Rrose russa)

(Non mi è possibile finire il pezzo perchè non ricordo cos'è successo in seguito. Ricordare, in futuro, di non bere troppa vodka...vabbè!... e soprattutto di non mischiare diversi alcolici. Ricordare almeno due degli alcolici mischiati quella notte. Ricordare, la prossima volta, di andare a cena da zia Fiele).
postato da lysandracoridon | 19:36 | commenti (16)



domenica, maggio 15, 2005
 


QUANTE DONNE SERVONO PER CAMBIARE UNA  GOMMA  BUCATA DELL'AUTO?


-Un ftm, uomo della situazione che, in quanto tale, si fa trattare male dalle femmine rimaste;
-Tre lesbiche che:
    a) Capiscono come montare un triangolo di segnalazione
    b) Trovano il cric nascosto sotto al cofano
    c) Riescono a espellere la ruota di scorta da sotto l'auto
- Un'etero dalle curve procaci che ferma un aitante giovanotto pronto al soccorso.

Ore 5,38. Finiamo il turno di lavoro e ci facciamo dare volentieri un passaggio a casa da Kai e Annie 80.
Kai: ho sentito un rumore che non mi piace.
Annie 80: cosa c'è amore?
Kai: scendi dalla macchina e controlla le ruote.
Annie 80: sono a posto amore.
Kai: qui ce n'è una bucata.
Kai tira fuori il testosterone e apre il bagagliaio per la ruota di scorta. Non la trova e comincia a innervosirsi. Nel frattempo, Annie 80 sta montando il triangolo di segnalazione con tutta la sua nonchalance. Kai continua a ravanare, nervoso, nel bagagliaio in cerca del cric e...click! Stefy apre il cofano e trova il cric in bella mostra, cric che non dà segni di cedimento nemmeno quando Kai cerca di strapparlo a morsi dalla sua sede.
Kai: Zio caro, come cazzo si fa a tirare via sto coso?!! Devo spaccare tutto!
Anne 80: amore, perchè non provi a svitare quella vite lì sopra, grossa come una casa?
Kai abbassa gli occhi per la vergogna, poi tenta di svitare anche il bullone della ruota di scorta. La ruota non ne vuole sapere di uscire dal bagagliaio. Kai chiede disperatamente di telefonare a qualche amica per il soccorso. Io infilo le mani sotto l'auto e sblocco il gancio della ruota di scorta. La ruota di scorta scivola in terra, ma  è completamente sgonfia. Poco male, visto che la chiave per smontare i bulloni è troppo piccola. Kai, esausto, chiede di chiamare un taxi. E' allora che la Manu sfodera tutte le sue armi femminili per trarci dall'impiccio. Con un gesto, naturale come il naso della Streisand, abbassa 25 cm di cerniera su un seno quinta misura coppa C, mentre con l'altra mano sventola 10 euro, cercando di accalappiare qualcuno. Al terzo tentativo, una macchina si ferma e ne esce la caricatura di Kai quando fa il coatto.
Stefy: ciao. Ci puoi prestare la chiave per svitare i bulloni?
Tipo: ora vi faccio vedere io come si fa.
Il tipo si avvicina alla nostra auto, si inginocchia e, con aria da figo, prende la nostra chiave per svitare i bulloni.
Tipo: visto! la vostra non funziona.
Ma dai! Senza di te non l'avremmo mai capito!
Il tipo apre il suo bagagliaio e si infila il giubbino arancione.
Tipo: questo è fondamentale.
Noi ci guardiamo con aria di chi è capitato proprio in buone mani. Ironiche, naturalmente.
Tipo: senza questo giubbino vi tolgono i punti dalla patente.
Ce l'hai questa cazzo di chiave, che andiamo a dormire tutte quante?!!
Il tipo prende la sua chiave, si avvicina nuovamente alla nostra auto e preme con un piede la ruota di scorta.
Tipo: questa è sgonfia.
Santa polenta! Manu, la prossima volta, mettici meno tette!
Noi: si, la mettiamo su lo stesso, così domani torniamo a gonfiarla.
Tipo: però non potete tornare a casa così. Vi accompagno io se volete.
Stiamo per cedere. Cediamo?
Tipo: devo solo passare a prendere degli amici in stazione.
Non cediamo!
Mentre carichiamo il bagagliaio, la Manu sparisce e la vediamo salire in macchina col tipo. Cazzo! Ma è pazza?! Aveva così sonno che ha lasciato nell'auto di Kai i caschi e il giubbotto. Mando un messaggio veloce "Chiamami appena arrivi sana e salva". Noi parcheggiamo l'auto e torniamo a casa in taxi. Manu chiama.
Sono le 7,00. Mi faccio un tè col mio coinquilino e vado a nanna.
postato da lysandracoridon | 19:16 | commenti (17)



lunedì, maggio 09, 2005
 

L'odore del sesso e dei ricordi d'infanzia,
tra curve di nostalgia infinita sulla schiena.
Per un attimo mi perdo.
Poi mi ritrovo.
E non mi vergogno di chiedere un abbraccio,
profumato come la solitudine
che provavo da bambina.

postato da lysandracoridon | 20:17 | commenti (5)



giovedì, maggio 05, 2005
 
 Ok, ho corretto il testo. Non è più lei a cantare la canzone!
postato da lysandracoridon | 13:00 | commenti (5)



martedì, maggio 03, 2005
 
"Basta, smettete, basta! Questa è un'orribile canzone di Cinzia Genderian!"
"Senti tontolona, ti scrive Cinzia Genderian che non è come tu scrivi (che poi non sai fare nemmeno questo) l'autrice della canzone che ti ha fatto cagare abbondantemente, ma la semplice interprete allora quindicenne di un autore mai più incontrato.
Ti pregherei di correggere il tuo(definiamolo così) scritto con una frase che non ponga la mia personalità musicale al livello di un cesso.
La prossima volta verrai contattata dalle Autorità.
Buona cagata."

Sono basita. Qualcuno ancora si ricorda di lei e lei mi vuole denunciare. Qui ascoltiamo tutti la "sua" canzone e lei non è contenta. Chiedo venia per aver detto che la canzone è sua. Sono cose che si dicono. Bah! Commentate voi e poi le scriviamo tutti insieme.

P.S. Non ho mai scritto che la canzone mi ha fatto cagare! Ho scritto che dopo la cacata ho sentito un brano familiare. Le due cose non erano collegate. Il collegamento l'ha fatto solo lei!
postato da lysandracoridon | 19:11 | commenti (7)