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martedì, giugno 28, 2005
Per ogni parola che hai dettoper ogni bacio che hai datoper ogni carezza e ogni morsoper tutto il sudore versatoper il tuo corpo esplosivoper i sorrisi senza spiegazioneper la tua schiena levigataper le nostre lingue esploratriciper i tuoi modi gentiliper le tue mani sfacciateper il sonno persoper la voglia di giocareper il tuo tocco morbidoper i vestiti tolti, rimessi e tolti ancoraper ogni abbraccio rubatoper le sensazioni che non trovano parola.Stanotte mi addormento finalmente felice.
venerdì, giugno 24, 2005
Il mio cuore è diviso a metà.
A metà è diviso il mio cuore.
Una bella fanciulla dai morbidi capelli
occhi chiari e sguardo triste.
Un maschio forte dal quale farsi proteggere
viso serio e sorriso sicuro.
Il mio cuore è diviso a metà.
A metà è diviso il mio cuore.
I seni di lei puntati al cielo.
Le gambe di lui saldate in terra.
Chi dei due arriverà primo ai miei desideri?
Il mio cuore è diviso a metà.
A metà è diviso il mio cuore.
giovedì, giugno 23, 2005
Cinque dementi, appena ventenni e ubriachi come delle merde, arrivano davanti al Cassero spingendo per entrare. Uno di loro urla:
"Oh, minchia! E' qui che ci sono i culattoni?"
Kai: "Si, ce li hai davanti. Ma soprattutto dietro".
Annie 80: "Si, e tu sei grassa".
Lady P: "Finocchi? Oddio!!! Dove?!!!! AHHHHH! Fammi salire su una sedia!!!! Aiuto!!!!!!!!!!!!"
Lysandra: "Si, ma abbiamo chiuso. Arrivate tardi per mettervi in ginocchio davanti ai cessi".
Etna Moss non parla. Lei si gonfia come un tacchino incazzato e fa loro una rasetta dopo che si sono allontanati.
...beata incoscenza. Non credo che abbiano minimamente capito quel che stavano rischiando!
lunedì, giugno 20, 2005
Mizz Pravda: Lyz, ti ricordi quando ti ho detto che ti avrei riportata a casa entro l'una?
Lyzzy: si, ma non mi avevi detto del giorno dopo!
venerdì, giugno 17, 2005
GLI STENCIL 150*
LYSANDRA CORIDON LA POVERTA' DI LYSANDRA
Romanzo autobiografico

EDIZIONI CORIDON
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Probabilmente non tutti capiranno il genio indiscusso di questa giovane autrice che, in un momento di profonda crisi economica, che l'avrebbe sicuramente portata al suicidio, decise invece di buttarsi con passione nella scrittura e di lasciare un segno tangibile sulla carta, descrivendo con attuale drammaticità il periodo più buio della sua esistenza, periodo nel quale tergiversava, senza trovare via d'uscita. Nelle sue parole è racchiusa tutta la passione di un'epoca di difficile espressione umanitaria, coinvolta sempre più spesso nel consumismo maniacale, piuttosto che nell'evoluzione dei sentimenti. Viene pertanto da chiedersi, leggendo le sue struggenti parole, dove si trova la fonte del suo pensiero, che di tanto si distacca dalla filosofia del suo tempo. Sembra che, l'autrice, trovi scampo al suo destino, rifugiandosi in quelle ombre tanto care a Dostoevskij e alle sue "memorie dal sottosuolo". Il personaggio si chiude in se stesso in modo così ermetico da lasciare poco spazio alla descrizione del mondo esterno e degli archetipi che lo circondano. A differenza del protagonista del romanzo di Dostoevskij, vi è tuttavia uno spiraglio di fievole luce, che spunta come raggio di sole a riscaldare il freddo della solitudine di questo meraviglioso personaggio: la forza interiore che l'accompagna e la spinge a reagire, combattendo i suoi fantasmi e le sue paure. Si troverà pertanto una speranza, seppur meccanica e piovuta dal cielo. Una specie di deus ex machina che salva la protagonista dalla sua torbida e affannata esistenza e la catapulta nel mondo degli immortali, mai più assoggettata alla povertà fisica e spirituale che attanaglia la sua epoca.
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1
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Capitolo I
Sono così povera che non ho nemmeno le parole per descriverlo.
2
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finito di stampare il 17 giugno 2005
per conto della Coridon Edizioni s.r.l.
presso lo stabilimento Stencil Uniti & Co. di Bologna
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giovedì, giugno 16, 2005
Nostalgia canaglia, che ti prende proprio quando non vuoi!
La migliore descrizione della mia città natale. Non la vedrete mai così bene come attraverso gli occhi di questo blog.
lunedì, giugno 13, 2005
"Sapevo che ci sarei riuscito, ho comunicato con lui."
"Dottor Pennyworth, ha potuto capire che diceva?"
"No...Do...dobbiamo fermarlo. Dobbiamo...dobbiamo ma, ma non può essere fermato. Solamente una cosa...solamente una cosa lo può fermare!"
"Cosa? Cosa può fermarlo, dottor Pennyworth?"
"Dobbiamo...distruggere..."
"Distruggere cosa?"
"Distruggere...tutti...dobbiamo distruggere...dobbiamo distruggere tutti...tutti...quante rane! Quante rane! Ci...ci sono molte rane...sono dappertutto! Sono milioni! Milioni di rane! ...che cosa...meravigliosa...rane...ovunque..."
(non aprite quell'armadio - 1986)
cliccate sulla foto
giovedì, giugno 09, 2005

Spero con stasera, che sia finita la stagione del guardaroba.
Riassumo qui di seguito la fauna della stagione inverno/primavera.
Quando portano la giacca:
1-Quello che arriva e si appoggia con le palle sulla giacca, così, quando la tiri, gli fai una vasectomia senza anestesia;
2-Quello che si informa sulla sicurezza del guardaroba ("lascio dentro il portafoglio e il cellulare, mi posso fidare?" ...fa te!);
3-Quello che butta la giacca sul tavolo e se ne va, senza nemmeno preoccuparsi di prendere il numero;
4-quello che butta la giacca sul tavolo e ti guarda come se fossi l'ultima sguattera del mondo;
5-quello che ti lancia le monetine perchè gli fai pena;
6-quello che infila tre giacche una dentro l'altra, per pagarne solo una (e certo! Sono nata ieri!);
7-quello che vuole appendere uno zaino da 50 kg con la giacca per pagare solo un capo;
8-quello che insiste che la volta prima gli avevano fatto pagare solo un capo ma, la volta prima, eri sempre tu la stronza al guardaroba;
9-quello che ti dà le monete in fretta e scappa e le monete sono sempre la metà di quelle che servono;
10-quelli che ti danno i 50 centesimi perchè tanto sono uguali ai due euro (tanto, prima paghi e poi ti dò il numero);
11-quelli che sommano le monetine da 1 centesimo quando dietro di loro si è formato un agglomerato urbano (bella! Ti vuoi muovere?!!);
12-quelli che ti fanno appendere la giacca e poi ti dicono
a) aspetta...devo mettere dentro il portafoglio
b) aspetta...ho dimenticato le sigarette/il cellulare/i soldi/ecc...
c) aspetta...posso appendere anche lo zaino da 50 kg?
13-quello che dice: "arrivo solo a un euro e 20". Non ti preoccupare, posso cambiarti fino a 100 euro...
14-quello che dice: "Io ti lascio la giacca ma quando devo fumare la vengo a riprendere. Poi non me la fai pagare di nuovo?" ...ma certo! se vuoi, nel frattempo, te la lavo e te la stiro pure!
Durante la serata:
1-quello che, nonostante un cartello di un metro e 500 capi, così stretti tra di loro da sembrare saldati, viene a chiederti se, per favore, può prendere le sigarette/il cellulare/il portafolgio/ ecc...
2-quello che arriva incazzato a dirti che gli hanno rubato il portafoglio e la giacca era incustodita sulla pista (e cosa vuoi da me?!);
3-quello che mi chiede se, per caso, so dov'è il bagno (no! Lavoro qui e la faccio in una bottiglia!);
4-quello che ti chiede se vuoi fare un giro con lui (lo guardo, guardo le giacche, lo riguardo e alzo gli occhi al cielo per tanta stupidità);
5-quello che arriva e ti chiede se vuoi tirare e cerca di infilarti a tradimento il popper sotto al naso;
6-quello che vuole offrirti da bere a tutti i costi (io bevo gratis ma alla fine accetto, così entrano più soldi in cassa!)
7-quello che arriva con un alito così fetido da ammazzare un cavallo e ha deciso che quella notte ti deve baciare a tutti i costi;
8-quello che ti attacca la pezza per tre ore perchè tanto sa che non ti puoi muovere dalla tua postazione.
Quando ritirano la giacca:
1-quello che arriva ubriaco e non si ricorda il suo nome, figuriamoci se si ricorda dove ha messo il suo numero!
2-quello che arriva ubriaco ma il suo senso del dovere gli impone di aprire il fogliettino del numero e ci mette dai cinque ai quindici minuti, con l'interminabile fila dietro di lui che spinge;
3-quello ubriaco, il simpa della compagnia, che viene a urlarti nelle orecchie "michia, ridi un po'! E' stata una figata! La musica era forte! Non ti diverti?" e tu vorresti prenderlo a calci nel culo per farlo uscire più in fretta;
4-quello ubriaco che ha deciso di fare due chiacchere, proprio all'ora di chiusura, davanti al guardaroba, con un amico che non vedeva da dieci anni;
5-quello ubriaco che ripete la stessa scena con uno che non vedeva da dieci minuti;
6-quello ubriaco che dondola avanti e indietro col numero tra le dita e tu non riesci a strappargli il foglietto (cazzo! e lascialo cadere sul tavolo, no?!);
7-quello che, tu urli di venire a ritirare l'ultima giacca, lui non viene, tu smonti e te ne vai e lui arriva di corsa quando stai già chiudendo le porte col catenaccio;
8-quello che perde il numero e ti dice di cercare una giacca di pelle nera (in inverno) o una giacca di jeans (in primavera), in mezzo a trecento giacche tutte identiche di forma e colore;
9-quello che si incazza perchè ti rifiuti di cercare la giacca citata al punto 8;
10-quello che chiama la polizia perchè ti sei rifiutata di cercare la sua giacca di cui lui non ricorda nè la foggia nè il colore e, quando la polizia gli chiede il suo nome, non ricorda nemmeno quello!
Ma il più bello di tutti, quello che mi rimmarrà nel cuore è stato il tizio che è venuto di fronte a me, impasticcato fino all'osso del collo, reduce da una serata in discoteca e da un after e di nuovo in una discoteca, a chiedermi una bottiglia d'acqua con in mano lo scontrino. Io ho alzato gli occhi, oltre la sua figura, e ho guardato il bar di fronte a me, distante pochi metri!
mercoledì, giugno 08, 2005

"notti senza cuore da non aver pietà a parlare agli angeli qualcuno sentirà
notti senza nome da far tremare il cielo dove c'è una via d'uscita
che trascina via da quì in un volo bellissimo in un mare bellissimo"
giovedì, giugno 02, 2005
GRAZIE
Grazie a chi non capisce che esistono dei tempi e dei luoghi.
Grazie a chi troppo vuole, e tutto vuole stringere.
Grazie a chi gioca con la sopportazione.
Grazie a chi scherza con l'intelligenza.
Grazie a chi scavava nel profondo e poi tratta con superficialità.
Grazie a chi crede che esista solo la parola "scopare".
Grazie a chi non conosce più il significato della solitudine.
Grazie a chi pensa che la vita sia solo una busta di brillantini.
Grazie a chi crede che tutto sia permesso.
Grazie a chi mi chiede in continuazione che cos'ho, perchè, anche se non ho niente, a forza di chiedermelo, poi, i coglioni mi girano.
Ecco, ora mi girano proprio i coglioni.
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