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questo blog soffre di crisi ossessive compulsive con spasmi di colite e giramenti di palle


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pazzi hanno perso tempo in questo blog!





Se non vi piace come sono
non è un mio problema



martedì, settembre 30, 2008
 
Si, è vero: forse non è così meravigliosa come credevo. Se lo fosse stata, sarebbe rimasta accanto a me e mi avrebbe amata incondizionatamente. Non è così meravigliosamente speciale come credevo. E' una come tante che ho incontrato per breve tempo sulla mia strada.

postato da lysandracoridon | 01:19 | commenti (1)



domenica, settembre 28, 2008
 
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Si continua a sopravvivere nel gelo della notte, anche quando la solitudine avanza a passi veloci nel pieno di una sala e ti sorprende ridendo a denti stretti, sempre pronta a ricordati che non c'è via d'uscita. La solitudine che prima disprezzavi ti fa da compagna e ti scalda i piedi gelidi verso le cinque del mattino, dopo averti accompagnato alla porta, avvolgente e severa. Non cerco più nulla perché più nulla mi è dato di avere. Stralci di nostalgia infinita, mentre la vedo andare via nella notte con le borsine della spesa in mano. E un vaffanculo che mi sale dallo stomaco. Eppure sto lì, alla finestra a guardarla mentre si avvia nell'unico posto in cui sa andare. Mi ha tolto tutto ma soprattutto la voglia di sognare. Sono un clown triste, un jolly senza campanelli, un buffone che ha perso l'ironia. Che senso ha continuare ad amare? Qual'è il senso delle cose che mi circondano? E quello delle cose che desidero? Vorrei cadere nell'oblio di un'esistenza senza vita. Vorrei essere un'idea priva di volontà, un fiato che si spegne. Non c'è più gioia ad avvolgermi. Siamo solo io e la mia testina tonda e tanti pensieri che vorticano frenetici e confusi. L'ossessione mi guida, cieca e perseverante. L'ossessione di un'esistenza senza lei. Non cerco più risposte, nè il suo sguardo. Non cerco il suo tocco, non cerco la sua voce, non cerco il suo profumo. Voglio perdere la volontà. Mi spengo. Questa solitudine, attaccata con le unghie alle tende della mia camera, terrà fuori la luce finché respirerò.

Ho sentito un alito caldo dall'angolo della strada. Mi sono avvicinata per riscaldarmi. L'alito mi ha sussurrato parole all'orecchio, parole tiepide e gentili, parole che corteggiano. Mi sono sentita meno sola. Ho sentito di poter andare avanti solo attraversando la strada.

Le foglie degli alberi parlano forte, una sull'altra. Le mie orecchie non sopportano tale confusione. Le foglie degli alberi sono mosse dal vento del pettegolezzo. Le foglie verdi dell'estare ingialliscono di fronte alla mia freddezza. Tra poco cadranno a terra tutte. Morte.

Il tacchino mi passeggia davanti impettito. Porta al guinzaglio un topo muschiato che mi era stato donato in figlio e poi ripreso. Il tacchino tira fuori il petto perché pensa che il topo muschiato gli appartenga. Si crogiuola nell'idea che il topo faccia la differenza tra me e lui, per questo è venuto apposta a mostrarmelo con aria di superiorità. Il tacchino gloglotta alle foglie. Racconta di storie fasulle, storie del suo piccolo mondo a due facce. Giano bifronte nasconde il verbo nella sua bocca più oscura. Sorrido pensando che il giorno del ringraziamento é dietro l'angolo.

L'alito caldo mi sta abbandonando. Sono troppo algida per trattenerlo a me. Lo sto raffreddando. Oltre ai piedi, questa notte ho gelata anche la punta del naso. Non scriverò più parole. Ho intirizzite anche le punte delle dita. L'unica cosa che potrebbe scaldarmi è una burrella bruciata, tra il pranzo e l'ora del tè.

Quanto io più raffreddo l'alito, tanto quello cerca di riscaldarmi e quasi ci riesce. Più io cerco di afferrarlo tanto lui mi sfugge. Odio quando getta l'amo. Non sono un pesce con squame a forma di cuore.

Madama solitudine mi ha colta impreparata all'alba. Mi ha bussato sulla spalla mentre il tacchino gloglottava alle foglie e l'alito spariva nell'angolo da cui era arrivato. Così mi ha accompagnata alla porta e spinta verso casa, facendomi trovare lungo la strada la mia anima e la mia passione abbandonate sull'asfalto. Odio ricevere risposte a domande che non ho fatto. Odio i piccoli agglomerati di finta felicità che prendono forma dopo il canto del gallo. Siamo tutti fatti della stessa polvere di solitudine e ci sentiamo falsamente meno soli se qualcuno ci porta le brioches per colazione.

Domani comprerò tappi per le orecchie e para occhi. Coprirò le finestre con teli neri a chiuderò a chiave la mia porta. Addobberò a lutto il mio sgabuzzino, mi spoglierò, mi tirerò via la prima pelle e anche l'ultima, mi vestirò di pazienza e incoscienza e cercherò di attraversare lo specchio.

Ma stanotte aspetterò l'oblio e che venga a riscldarmi i piedi, le mani e il naso.Non voglio più vedere borsine della spesa nella notte. Niente più tacchini impettiti. Le foglie morte vanno interrate. L'alito disperso.
Dormo nel gelo della notte abbracciata a madama solitudine.
Un bacio, una carezza, un altro sogno svanito. Chiudo gli occhi al nulla del mio sè. Rimango addormentata sulla tastiera. I tasti silenziosi come una preghiera.
Le parole che non dico, che ricaccio dentro mio malgrado, mi scavano e rodono. Quelle che mi escono sono i mattoni del muro che sto ergendo intorno a me. Quando la torre sarà completa sarò finalmente sola senza via di scampo. E nulla mi toccherà.

Ho dimenticato la foto su lenzuola color sangue.

postato da lysandracoridon | 07:12 | commenti (3)



venerdì, settembre 26, 2008
 

"Io non cerco, trovo", disse Pablo Picasso. Spero che nei prossimi giorni userai il suo motto: potrebbe aiutarti a tenere a bada la parte cosciente della tua mente, mentre l'inconscio è impegnato a cercare quello di cui hai veramente bisogno. In altre parole, Leone, sarà inutile fissarsi sulle risposte o sugli obiettivi specifici. Sarà più importante concentrare la tua attenzione sulle cose che non ti rendi neanche conto di dover sapere. Ricorda, come scrisse il fisiologo Claude Bernard, che "il vero sperimentatore non indaga solo su quello che sta cercando ma anche su quello che non sta cercando".


Ci si mette persino il mio oroscopo...

postato da lysandracoridon | 17:47 | commenti



giovedì, settembre 25, 2008
 


Riesci a immaginare di odiare la tua vita a tal punto, da voler portare la lametta di riserva?

postato da lysandracoridon | 23:09 | commenti (3)



giovedì, settembre 18, 2008
 


Ciao Sam, ciao Fra.

postato da lysandracoridon | 00:09 | commenti (2)



giovedì, settembre 11, 2008
 
Beati gli smemorati, perché avranno la meglio sui propri errori.
postato da lysandracoridon | 11:05 | commenti (2)



mercoledì, settembre 10, 2008
 


-Perché ti sei vestito?
-Perché tu potresti essere sul punto di lasciarmi e non vorrei trovarmi in vestaglia. Sono stato a letto con una a New York. Una puttana. Mi dispiace.
-Perché me l'hai detto?
-Non potevo mentirti.
-Perché no?
-Perché ti amo.
-Va bene.
-Davvero? Perché? Qualcosa non va. Dimmelo. Stai per lasciarmi?
-Hmm.
-Per questa cosa? Perché?
-Dan.
-Cupido. E' il nostro zimbello.
-Io lo amo.
-Stai con lui adesso? Da quando?
-Dalla mia inaugurazione, l'anno scorso. Sono disgustosa.
-Sei fenomenale. Abilissima. Perché mi hai sposato?
-Avevo smesso di vederlo. Volevo che funzionasse con te.
-Perché mi ha detto che volevi dei figli?
-Perchè era vero.
-E adesso, li vuoi fare con lui?
-Si. Non lo so.
-Ma...noi siamo felici. Non è così? Andrai a vivere con lui?
-Puoi stare qui se vuoi.
-Ah, senti, io me ne frego delle tue briciole. Tu mi hai preso in giro, come la prima volta che ci siamo visti. Hai lasciato che m'impiccassi per il tuo divertimento. Perché non me l'hai detto subito?
-Avevo paura.
-Sei vigliacca, viziata, un pezzo di merda. Ti sei vestita perché credevi che ti avrei picchiata. Per chi mi hai preso?
-Mi è capitato altre volte.
-Non con me. Ti scopa bene?
-Non fare così.
-Rispondi alla domanda: è bravo?
-Si.
-Meglio di me?
-Diverso.
-Meglio?
-Più tenero.
-Che vuol dire?
-Lo sai che vuol dire.
-Dimmi.
-no.
-Che io ti tratto da puttana?
-A volte si.
-Chissà perché?
-Mi dispiace, tu sei
-Non lo dire! Non dirmi la cazzata "sei migliore di me", lo sono, ma non lo dire. Stai facendo lo sbaglio della tua vita. Tu mi lasci perché sei convinta di non meritare la felicità, ma tu la meriti Anna. Hai fatto il bagno perché hai fatto sesso con lui? Così non hai addosso il suo odore? Così ti senti meno in colpa. Come ti senti?
-In colpa.
-Tu mi hai mai amato?
-Si.
-Lo avete fatto qui?
-No.
-Perché no?
-Tu avresti voluto?
-Io voglio solo la verità.
-Si, l'abbiamo fatto qui.
-Dove?
-Lì.
-Su quello? Ci abbiamo fatto la prima scopata. Hai pensato a me? Quando? Quando l'avete fatto qui? RISPONDI ALLA DOMANDA!
-Stasera.
-Tu sei venuta?
-Perché fai così?
-Perché voglio sapere.
-Si, sono venuta.
-Quante volte?
-Due volte.
-Come?
-Prima mi ha leccata e poi mi ha scopata.
-In che posizione?
-Io stavo sopra e poi mi ha presa da dietro!
-E lì sei venuta la seconda volta.
-Perché il sesso é così importante?
-PERCHE' IO SONO UN CAVERNICOLO! Tu ti toccavi mentre lui ti scopava?
-Si.
-Ti masturbi per lui?
-Qualche volta.
-E lui per te?
-FACCIAMO TUTTE LE COSE CHE FANNO QUELLI CHE FANNO SESSO!
-Ti piace succhiarglielo?
-SI.
-Ti piace il suo cazzo?
-LO ADORO
-Lo fai venire sulla tua faccia?
-SI
-E CHE SAPORE HA?
-LO STESSO CHE HAI TU, MA PIU' DOLCE.
-Cosi va meglio, grazie. Grazie della sincerità. Ora vaffanculo e muori. Sei una fottuta bagascia.
postato da lysandracoridon | 03:00 | commenti (7)



sabato, settembre 06, 2008
 


Pazienza


Ti giri e cerchi di parlare
Da quale sogno vuoi tornare
Da quale angolo lontano
Ombre a rincorrersi sul muro
Mi viene incontro il tuo profumo
E’ un mare calmo l’incoscienza
E ho bisogno di te
Pazienza
Che strani giorni amore
Si muovono le nuvole
Onde a toccare il cielo davanti a noi
Dammi le tue mani
Sei entrato senza far rumore
Hai preso tutte le parole
Ed hai sprecato ogni mia forza
Una rincorsa per le scale
Un’altra strada da sbagliare
Non ho mai fatto penitenza
Bastavi tu
Pazienza
Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
Onde a bucare il cielo davanti a noi
Prendimi le mani
Che strani giorni amore
Si cercano le nuvole
E darsi tutto e farsi male
E andare a fondo, a fondo per cercare
Svegliati, sali su, fino a me
Brilla già in ogni via la tua luce
Chissà se avremo un’occasione
Ancora un cambio di stagione
Io benedico la tua assenza
Beata me
Pazienza
Che strani giorni amore
Leggeri tra le nuvole
E resta addosso il male e il bene
Nascondo tutto, tutto nelle vene
Come sorridi tu, nessuno
Come mi guardi tu, nessuno
Oltre satelliti e aquiloni, seguirti ancora
Arriverà domani
Splende già in ogni via quella tua luce

(G. Nannini)
postato da lysandracoridon | 12:51 | commenti

 
"Il limite di ogni dolore è un dolore più grande" (Cioran)

"hai mai provato una semplice gioia? Oh, amico, allora hai provato anche tutto il dolore" (F. Nietzsche)

"E' difficile non essere ingiusti verso ciò che si ama " (O. Wilde)

postato da lysandracoridon | 01:16 | commenti