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giovedì, ottobre 30, 2008
Il tempo non cancella nulla.
Il tempo lascia cicatrici,
qualora le ferite abbiano avuto la fortuna
di essersi rimarginate.
sabato, ottobre 25, 2008
Un piccolo scheletrino si svegliava ogni mattina con aria sofferente cercando di confessare i suoi peccati nello specchio.
Si portava verso il suo armadio e, aprendolo, vedeva che era vuoto.
Eppure sentiva un grande peso sul buco lasciato dal suo stomaco.
Dov'erano finiti gli scheletri nell'armadio dello scheletrino indagatore?
Nell'armadio non c'erano mai stati.
Lo scheletrino si cuciva addosso le sue ossa tutti i giorni con un filo di solitudine.
Si confessava apertamente a tutti senza poter nascondere alcunchè.
Solo che nessuno poteva ascoltarlo.
Lo scheletrino restava tutto il giorno nella sua stanza, seduto sul suo lettino grigio.
Fissava il pavimento e ogni tanto soffiava, perchè la polvere da terra si alzasse e si posasse su di lui come lieve vestito.
Lo scheletrino era felice dieci secondi al giorno, quando un piccolo raggio di luce entrava nel foro della persiana a illuminare il suo vestito di polvere.
Poi il raggio si spegneva, lui tirava su, col naso che non aveva, il suo vestito spento e piangeva a terra una piccola lacrima di polvere.
Ogni notte, al calar della lacrima, lo scheletrino raccoglieva le sue ossicine al petto e si rannicchiava nel suo armadio, in attesa di addormentarsi.
Ogni notte pregava:
"Tu che regoli tutte le cose visibili e invisibili, ti prego, fa che il sole splenda per sempre, così il mio raggio non morirà"
e si addormentava con la testina appoggiata a un angolo.
Così faceva tutti i giorni e tutte le notti, dal giorno in cui aveva cucito tende nere alle sue persiane.
Tranne un piccolo forellino che aveva fatto nella stoffa con la sua quarta costa.
Quella più vicino al cuore.
sabato, ottobre 04, 2008
Cerco le cose sbagliate nei posti sbagliati e mi sorprendo della mia solitudine, dopo tre vodka orange. Voglio solo un po' di calore umano. Voglio risvegliarmi accanto a qualcuno che mi sorride. Voglio le cose che non posso avere e che mi rendevano felice. Non sono più io. Sono morta. Morta per sempre. Stanotte mando un vaffanculo a tutti quelli che pretendono di dirmi come devo pensare e agire. Si, non sono più io. Che novità! Non sorrido più , non faccio più battute. Che cazzo ci sarà poi da ridere tanto. Amo un'idea che non si concretizza e che mi àncora al mio personale inferno. Fatemi piangere ancora in pubblico e vi ammazzo.
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